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Il massimo delle produttività col benessere dei lavoratori. I benefici dello Smart Working per il lavoratore.

I tempi sono cambiati, non soltanto per quanto riguarda la società, ma anche per quanto concerne i ritmi delle persone. Adesso si necessita di una diversa gestione del proprio tempo. Adesso, per esempio, sono molte di più le donne che lavorano e si prendono cura della famiglia, lo smart working nasce per venire incontro alle esigenze di queste persone, consente di considerare i bisogni delle persone attraverso un miglioramento del work-life balance.
Grazie al progresso tecnologico molte mansioni vengono svolte per mezzo di un PC, questo consente di poter svolgere la propria attività in luoghi diversi da quello della sede dell’organizzazione, rendendo meno necessaria la presenza fisica del lavoratore in un luogo specifico.
Numerosi sono i benefici sulla persona connessi al lavoro smart. Le ricerche effettuate mostrano in generale maggiori livelli di soddisfazione rispetto ai lavoratori “classici”, che si traduce in un rapporto migliore con i colleghi e un aumento della produttività.
Nel lavoratore smart è migliore la percezione di sè, i lavoratori smart infatti ritengono di avere una maggiore competenza e padronanza delle Digital Soft Skill, competenze di tipo relazionale e comportamentale che consentono alle persone di utilizzare efficacemente i nuovi strumenti digitali.

Il vantaggio più evidente per un lavoratore smart riguarda il risparmio del tempo e dei costi legato al trasferimento per recarsi in sede. Il risparmio stimato è di circa 60 minuti per ogni giornata di lavoro svolta da remoto. La possibilità di svolgere da casa comporta anche una riduzione dei livelli di stress e del fenomeno dell’assenteismo. Ma non è solo la persona a beneficiare del mancato spostamento presso gli uffici, ma anche l’ambiente per via del conseguente calo di emissioni di CO2.

Ma non è oro tutto quello che luccica, bisogna tenere presente quali possono essere i rischi connessi a questo nuovo modo di svolgere la propria prestazione.

Se da un lato osserviamo un calo significativo dei livelli di stress legato al fatto di non avere più vincoli di luogo, dall’altro il rischio è quello di un isolamento del lavoratore smart. La dimensione sociale del lavoro è insita nell’uomo, l’uomo sente il bisogno di stare in gruppo, che sia in società o negli ambienti di lavoro. Lo scambio di opinioni, i feedback, la pausa caffè.
Altro aspetto da non sottovalutare è legato al carico di lavoro, benchè l’orario di lavoro sia definito  a livello normativo e contrattuale, il lavoratore smart tende a lavorare oltre l’orario stbilito per cercare di mostrarsi produttivo agli occhi della società,denotando in generale la difficoltà di staccarsi dalle attività lavorative e la tendenza ad essere sempre reperibili.

In conclusione l’ideale sarebbe quello di dividere le ore lavorative fra modalità smart e classica, nel tentativo di prendere ciò che di positivo offrono entrambe le impostazioni, senza restare saldamenti ancorati al passato e cercando di non buttarsi senza programmazione verso il futuro.

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Francesco Tarantino
Laurea in psicologia sociale
del lavoro e delle organizzazioni

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